Oltre l’immagine del reale

 
 
     

L’opera dell’artista Pietro Dente, attraverso l’impiego delle tecniche diverse della pittura, grafica e fotografia esprime il percorso di una ricerca aperta all’indagine del reale e dell’immaginario.
Nella pittura i materiali concorrono alla creazione di effetti ottico -spaziali di suggestivo impatto cromatico e plastico: l’accostamento della tela alla lastra di plexiglas contrappone/sovrappone il fondo dipinto in maniera più o meno attenta alla cura dei dettagli alla superficie trasparente, dove l’aspetto grafico è evidente, sempre con una precisa attenzione interpretativa delle forme e un’indagine mirata alla resa quanto più luminosa ed enfatica del colore.
Essenziale è il colore: la realtà è fatta di frammenti di colore che si compongono fra loro all’occhio dell’osservatore, per cui è necessario prestare attenzione ad ogni particolare al fine di raggiungere una visuale quanto più unitaria possibile.
Ne consegue un risultato duplicemente o molteplicemente interpretabile, dove gli accostamenti, così come i soggetti, non sono scelti a caso, ma allo scopo di suggerire, ad uno sguardo capace di leggere OLTRE l’immediatamente rappresentato ulteriori dimensioni possibili.
Ovvero: la realtà è una: quella compresa, ma non limitata, dalle misure effettive del quadro. Interpretazione pur sempre personale e soggettiva del percepito non più come altro da sé, trasformato attraverso lo sguardo incantato e incantevole dell’ artefice che è allo stesso tempo creazione e spettatore affascinato della sua creazione.
La realtà è molteplice: ad una situazione iniziale ne sopravviene un'altra improvvisa e inaspettata.
Tutto è imprevedibile, tranne la curiosità della scoperta e l’accettazione del caso.
L’atto creativo è un gioco che filtra attraverso una visione quanto più ottimista, ma mai passivamente ripiegata su se stessa, il riconoscimento di un’infinita varietà di prospettive di percezione del mondo circostante.
Quest’ atteggiamento positivo e giocoso nei confronti delle cose non esclude un forte equilibrio e una solida razionalità, ricercata e raggiunta nella scrupolosità del gesto della mano che lavora nello sforzo di rendere l’idea.
L’artista, da fine osservatore qual è, chiede di essere osservato: la sua idea non è mai quella che appare al primo sguardo, e non è mai univoca, per cui sarebbe un errore limitarsi alla superficie, perché andare OLTRE è necessario e consigliabile.
Procediamo su livelli differenti attraverso un viaggio visivo –emotivo che dà la sensazione di potersi fermare in qualsiasi momento, ricavandone pur sempre una delle soluzioni, e tutte sono legittime possibilità offerte per farsi leggere.
Ciò che ne consegue non è una composizione disconnessa di prospettive differenti, ma un’armonia sapientemente e pazientemente ricercata nelle pieghe del dubbio e dell’eventualità.
Passiamo con naturalezza dai tramonti d’ampio respiro dai toni cangianti a paesaggi naturali popolati di creature reali o fantastiche, alle vedute urbane, ai particolari di composizioni naturali o meccaniche, con la sensazione che sempre ci sfugga qualcosa, ci sia qualcos’altro che non riusciamo o non vogliamo vedere, sia che l’artista talvolta si prenda più o meno velatamente gioco di noi, sia che introduca intenzionalmente o no un qualche aspetto straniante.
Le figure umane, quando presenti, sono ritratte in tutta la loro naturalità e complessità, senza ipocrisie.
L’impressione è quella di un universo vivo e mobile, pur nella staticità dell’oggetto, curiosamente esplorato attraverso una lente che fonde lo spirito puro della fantasia al freno della ragionevolezza.
Tutte le premesse sono superate: le influenze mediate dal surrealismo, dada, arte spaziale, pop art, dalla grafica e dal fumetto, sapientemente assimilate confluiscono in un linguaggio originale e unitario, in questa pluridimensionalità che spiega l’iniziale impressione di non finito. Siamo sospesi fra figurativo e non figurativo, ma è solo, come abbiamo visto, il punto di partenza di un viaggio che si traduce in lirismo trasfigurato attraverso il colore e svela la sua magia solo a chi sa o vuole guardare OLTRE.


Maria Palladino