RAFFAELLO

Aria dura per la finzione di uno scorcio urbano 294 Foligno – omaggio a Raffaello: in quest’opera ho pensato di integrare, mescolare e reinterpretare alcune caratteristiche stilistiche del dipinto di Raffaello Sanzio “La Madonna di Foligno” del 1511.

Ho raffigurato la città di Foligno nel mio personale stile e mantenuto alcuni elementi figurativi, come la folgore che compare nel paesaggio sullo sfondo del dipinto di Raffaello e gli angeli serafini che incorniciano la Madonna con il bambino. Ho realizzato la commistione tra gli stili inserendo nell’opera anche un mio particolare processo creativo quale la linea temporale. La linea temporale nasce dall’interazione tra l’artista e il caso. La linea è una vera e propria linea tracciata dall’artista sulla superficie della lastra di policarbonato, rispettando un colore e un tempo limitato ottenuto da procedimenti casuali. La linea segue i contorni degli elementi del paesaggio che si viene a costruire nel quadro, inglobando vari elementi (strade, case, palazzi…) senza tenere conto dei confini tra uno e l’altro, andando così a creare delle masse omogenee dello stesso colore. In questo caso al lancio dei dadi è stata sostituita l’associazione libera dei numeri raffaelleschi: la linea è bianca come il fulmine globulare che cade dal cielo nel dipinto di Raffaello e dura 5:00 minuti in onore dei 500 anni dalla morte di Raffaello.

Associando le misure del dipinto (320×194 cm) alla posizione della linea temporale si determina il suo spostamento nei 9 quadranti in cui ho suddiviso il quadro: dal quadrante 3 si continua l’esecuzione nel quadrante 2, passando nel primo poi nel nono e infine concludendosi nel quarto. La linea temporale subisce però degli intervalli, 7, la cui quantità è stata determinata dal numero di spostamenti dell’opera originale negli anni (1511 Roma – 1565 Foligno -1797 Parigi – 1816 Roma – 2014 Milano – 2014 Foligno – 2015 Roma). Questi intervalli sono angelici, e si esplicano nei 7 serafini blu/azzurri che svolazzano in alcuni punti del paesaggio. La posizione degli intervalli angelici è stata ottenuta sommando tutti i numeri presenti nelle date degli spostamenti sopracitati: i numeri “1” sono 10 (1+0 = 1), i numeri “2” sono 3, i “4” sono 2 mentre i “9” 1, e proprio in questo numero e in questi quadranti sono andato a rappresentarli.

Questo articolato e predeterminato procedimento è eseguito su di una lastra di policarbonato con colori a rilievo e s’interseca con il paesaggio di Foligno. La lastra viene montata su di una tela della stessa grandezza dipinta con acrilici stratificati con tonalità prevalentemente azzurro bluastre, le tonalità cromatiche sono simili a quelle del dipinto di Raffaello.

In quest’opera intendo omaggiare Raffaello, la sua vita, le sue opere e la sua terra, creando un dipinto che anche nelle sue regole intrinseche si rifaccia alla sua realtà ed entri in quella mia di artista che solitamente si appresta a raffigurare paesaggi metropolitani, sfidandolo a rappresentare graficamente la spiritualità e la sacralità raffaellesche.