PUNTO LINEA GRATTACIELO

Il titolo del progetto si ispira allo scritto di V. Kandinskij– Punto linea e superficie – in cui vengono trattati argomenti a me cari e di interesse fondamentale per la pittura in generale. In questo trattato infatti viene sviscerato il molteplice e mutevole significato di simboli quali appunto il punto, la linea e la superficie, che vengono tradotti dal linguaggio matematico a quello della scrittura e infine trasportati nell’ambito artistico. Proprio tali simboli sono quelli che utilizzo per la costruzione dello spazio nelle mie opere, a formare quell’unità da me prediletta che è il grattacielo, la città, lo spazio urbano, che si arricchiscono poi di colori e dimensioni a rappresentare la mia visione ideale dell’umanità, la “natura” costruita dall’uomo.
Con questo progetto mi propongo di fare un omaggio ai miei artisti preferiti, integrando, mescolando e reinterpretando alcune delle loro caratteristiche stilistiche all’interno dello spazio creativo della mia serie di quadri “Aria dura per la finzione di uno scorcio urbano”.
Questa interazione avviene tramite lo sviluppo e rimodellamento dello stile dell’artista all’interno della mia visione artistica o tramite un inserto stilisticamente ben definito e riconoscibile di elementi caratterizzanti dell’autore scelto.

Cage

Aria dura per la finzione di uno scorcio urbano Manila – omaggio a John Cage: ho determinato la struttura stessa dell’opera tramite un procedimento aleatorio caro a John Cage: il lancio delle monete secondo il libro cinese degli oracoli I Ching. Questo libro individua 64 esagrammi, ognuno corrispondente ad un “oracolo” ed ottenuto tramite 6 lanci di 3 monete di bronzo su cui sono raffigurati ideogrammi cinesi (dal valore 2) e otto trigrammi (dal valore 3). A seconda delle combinazioni ottenute si avrà una sequenza di linee che possono essere spezzate e quindi Yin, oppure continue e quindi Yang e corrispondono ad uno dei 64 oracoli che “rispondono” a qualsiasi quesito posto da chi consulta l’I Ching. Per costruire il mio dipinto ho deciso di abbinare ad ogni grattacielo un esagramma ottenuto dal lancio delle monete determinando così, in maniera casuale, la quantità di linee Yin e Yang al suo interno. Queste sono state eseguite rispettivamente con il nero per la linea spezzata Yin e con il bianco per la linea continua Yang. Ho quindi trascritto il numero dell’esagramma su ogni palazzo ed eseguito la decorazione con punti di colore in numero uguale a quello dell’esagramma corrispondente. Nei palazzi in cui dentro è prevalso lo Yin il contorno è divenuto nero e i punti di colore arancio, in quelli in cui è prevalso la Yang il contorno è bianco con punti viola, quando c’è parità ho scelto il grigio e l’interno verde. Sulla tela sottostante ho infine deciso di utilizzare colori complementari a quelli della decorazione (arancio /blu – viola/giallo – verde /rosso) creando un forte contrasto, mentre il cielo è formato dalla sequenza di tutti questi colori in 6 strisce poi amalgamate.
Il risultato finale vuole essere quel perfetto connubio di regole casuali ma rigidamente applicate tipiche di John Cage, utilizzate nella pittura anziché nella musica.

Kandinskij

Aria dura per la finzione di uno scorcio urbano Sidney – omaggio a Kandinskij: prendo spunto dal sistema degli angoli tipici formati dalla linea, da lui sviluppato nel libro Punto linea e superficie, per determinare i colori di base dello sfondo. Sono partito da una statistica ricavata dalle risposte ad alcune richieste poste ad un pubblico casuale: si chiedeva di abbinare i 9 quadranti in cui ho suddiviso la tela ad angoli acuti, retti od ottusi. Tutto ciò ha determinato la divisione della superficie in forme diverse a seconda dei tipi differenti di angoli, e ad ogni quadrante è stato abbinato un colore indicato da Kandinskij all’interno di questo suo sistema. Successivamente ho costruito sulla lastra di policarbonato una città da sovrapporre allo sfondo creando passaggi cromatici armonici e disarmonici come descritto dal pittore all’interno del medesimo sistema.

Klee

Aria dura per la finzione di uno scorcio urbano New York – omaggio a Paul Klee: ho rielaborato l’acquerello “separazione di sera” in cui compaiono 2 frecce in collisione, salita e caduta. Il movimento e il contro movimento delle frecce accompagna la divisione della superficie in sfumature che vanno dall’oscurità alla luminosità. Il pittore in quest’opera ha sviluppato ciò che definiva ordine artificiale, cioè un sistema di misurazione del chiaro e dello scuro applicando alle forme e agli effetti della natura l’arbitrarietà umana. Ho ricreato le frecce e la superficie sfumata utilizzando la mia tecnica ad acrilico stratificato su tela. La lastra sovrapposta raffigura un paesaggio di New York e si fonde al “Klee” sottostante assommando le regole architettoniche della metropoli a quelle del chiaro scuro in collisione.

Klein

Aria dura per la finzione di uno scorcio urbano Panama – omaggio a Yves Klein: ho ricreato il suo tipico e vivido blu (IKB – International Klein Blue) miscelando il pigmento oltremare al colore che utilizzo maggiormente: l’acrilico. Come Klein ho dipinto una tela monocroma dove il blu diviene la rappresentazione dello spazio eliminando ogni individualità e riferimento all’umano. Sulla lastra ho raffigurato un paesaggio di Panama utilizzando altri 2 dei principali colori della pittorica di Klein, il rosa e l’oro. Nella sua poetica il blu è associato al Nirvana, alla pace e allo svuotamento, il rosa al corpo, al sangue, alla ridiscesa sulla terra e all’incarnazione, mentre l’oro è metafora della materia illuminata dalla vita, inteso come intermediario tra mondo visibile ed invisibile. Perciò ho utilizzato questi colori per simboleggiare le parti costituenti del paesaggio urbano: sullo sfondo la “natura” infinita in blu, su cui l’uomo ha poi costruito le sue strutture urbane, il suo corpo sociale attraverso la materia e i materiali.

Klimt

Aria dura per la finzione di uno scorcio urbano New York – omaggio a Klimt: l’integrazione dello stile avviene utilizzando un assetto cromatico che prevede l’uso dell’oro, del rosso e del nero tipici del pittore secessionista e inglobando alcuni particolari decorativi che vengono usati al posto degli alberi e di altri piccoli elementi.

Magritte

Aria dura per la finzione di uno scorcio urbano New York – omaggio a Magritte: ho inserito dei tipici elementi del pittore surrealista quali i “bilboquets”, una sorta di pedine simili agli alfieri degli scacchi, una fitta trama bianca come un foglio di carta ritagliata e una superficie nera su cui sono attaccati dei sonagli presenti nell’opera “L’annunciazione”. Questi oggetti di uso comune vengono ingigantiti e inseriti direttamente all’interno dello spazio urbano a sostituire alcune componenti architettoniche, creando, qui come nei dipinti di Magritte, un effetto percettivo destabilizzante, una commistione tra elementi dissonanti, una realtà impossibile.

Malevic

Aria dura bianca (per la finzione di uno scorcio urbano) su fondo bianco – Miami – omaggio a Malevič: in quest’opera ripercorro le estreme conseguenze del suo processo di astrazione e di ricerca dell’assoluto, realizzando un fitto e intricato gruppo di grattacieli dai toni bianchi dipinti su policarbonato che va poi a coricarsi sulla tela dipinta con i medesimi toni in modo da fondere/confondere il particolare e lo sfondo, astraendo la forma che sfuma nell’assoluto del colore.

Pollock

Aria dura per la finzione di uno scorcio urbano Doha – omaggio a Pollock: ho realizzato la tela con la totale libertà da qualsiasi idea di forma tipica dell’action painting del pittore americano. A tale scopo ho colpito la tela con colori molto diluiti, utilizzando sovente anche la tecnica del dripping, ottenendo stratificazioni casuali. Gesto, ritmo, ripetitività della tecnica pittorica creano un groviglio apparentemente caotico caratterizzato da una sensazione di casualità, insensatezza, violenza cui sovrappongo una lastra in cui la città è raffigurata in netto contrasto, non solo coloristico, ma anche di forma, con la tela sottostante. Sulla tela ho utilizzato colori primari (rosso, giallo, blu) ed il bianco, mentre per la città quasi esclusivamente il nero: questo contrasto ci trasmette la sensazione di una città irrequieta, caotica e forse anche violenta, in equilibrio precario.